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November 17 L’ora di filosofiaSi alza e si volta, si avvicina lentamente al letto e sorride al micio, lo spalma sul plaid e gli regala un paio di carezze ben somministrate, ne ride. Poi torna al computer e pensa che, si, potrebbe anche scrivere qualcosa dopo tanto tempo, anche se gli manca l’impulso (ma d’altronde non è forse questa l’essenza di un esperimento?). June 25 Si stava meglio quando si stava peggioSi rimpiange il passato quando il presente non ne è all’altezza. Non è forse questa, dopotutto, la funzione sordidamente sotterranea del tempo che è trascorso e stato? Fungere da terribile pietra di paragone, una lapide monolitica su cui sono scritte verità intrinsecamente inviolabili, immutabili. È incredibile quanto le cose che non esistono più riescano a far più danni di cose reali, tangibili, persone e luoghi che hai a portata di mano, odori che riesci a sentire, sensazioni che riesci a provare sul momento. Quelle altre invece se ne stanno là, in un cantuccio lontano, ma tu sai che ci sono e che ci rimangono, sempre lì come avvoltoi a ricordarti che se fra loro c’è stato qualcosa di bello verrà a tormentarti ogni volta che la tua vita sarà debole nel confronto. Ed in questi momenti spariscono come per magia tutti i momenti bui, tutte le difficoltà e gli ostacoli del passato, si nascondono, non si fanno vedere e se ne stanno riparati a sghignazzare del loro attore preferito. Si vedono solo le cose belle, le cose più belle. Da qui la tristezza, la nostalgia, il senso di solitudine, di freddo, il groppo in gola e la voglia di mollare tutto, lo sconforto. È qui che riemerge come un conato tutto il marcio che sta dentro, la consapevolezza e la verità (perché quella non si nasconde a noi stessi), le mezze bugie, le bugie intere, i finti compromessi, gli sforzi vani, le chiacchierate con Dio e col cielo stellato, tanto spettacolari quanto inutili, o almeno così sembrano. Qui sparisce la sicurezza e la fiducia, qui c’è solo amarezza, stupido orgoglio e il ricordo dei dannatissimi tempi migliori. April 13 Però quel viaggio fu belloPISA CENTRALE Il treno puzza. MILANO CENTRALE Però è economico (si trovano anche treni che non puzzano, ma non sono economici) e se con te viaggiano gli amici è divertente. ROSIGNANO Cui prodest? Quante volte me lo chiedo. GENOVA PIAZZA PRINCIPE Me lo chiedo e me lo ripeto. Che corsa, ragazzi, che felicità. FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA Che invidia devono provare i fiorentini quando pensano al Duomo di Pisa. La facciata del loro duomo è finta, quell’osceno cupolone è un capolavoro di sproporzione, il loro battistero è ridicolo e chiamare “piazza” quel bugigattolo è come pensare a Danny De Vito che gioca a basket. Live forever ROMA TERMINI AVERSA CASERTA Eppure mi capita spesso di guardarmi indietro, ridere del mio passato e dirmi che tutto sommato non ho di che lamentarmi, raccontare a me stesso momenti memorabili, da film. Le porte si chiudono ancora e va tutto al rallentatore. I saw you in the corner of my eye on the sidelines GENOVA PIAZZA PRINCIPE PAVIA C’è stato un periodo della mia esistenza in cui credevo che avrei passato il resto dei miei giorni su e giù per l’Italia a bordo di un treno. Fortuna che poi sono riuscito a riequilibrare sostanzialmente il rapporto ormoni/chilometri. A love once new has now grown old ROMA TERMINI Rimpianti? Di ogni tipo, ma chi non ne ha? Eppure resto convinto che anche essi siano un’invenzione dell’animo umano, poiché se si accetta che le cose accadano punto e basta, allora si trova facilmente la forza per procedere alla stazione successiva. Can you still tell what’s right and what’s sad? GROSSETO Prima o poi tocca a tutti crescere, toccherà persino a me, e a quel punto cosa me ne farò dei rimpianti? Meglio darsi da fare, indossare la cravatta migliore ed affrontare i dubbi e le paure con l'indiscussa eleganza che mi contraddistingue. RIOMAGGIORE E poi tanti dubbi svaniscono se mi giro e ti guardo. SAN MINIATO – FUCECCHIO Che strano odore, quale strano sentire: come se vecchio e nuovo si mescolassero, ricordi antichi e presente diventassero una sola cosa, una matassa inestricabile di sensazioni che diventano un brodo primordiale da cui traggo nutrimento, linfa vitale. Ed ancora mi volto e ti vedo. And these memories lose their meaning PISA CENTRALE Casa. March 18 Essere o non essere… neutrali?È incredibile come a volte le circostanze della vita riescano a coincidere tra loro, quasi ad indicarti la via. Una vita, nel caso specifico la mia, passata cercando di mediare, nel tentativo (talvolta vano) di evitare interventismi inutili e confronti troppo aperti, un po’ per carattere, un po’ per necessità, un po’ – lo ammetto – per pigrizia. Ed ora che siamo al dunque – uno dei tanti dunque – ora che il rush finale per recuperare gli esami è finito e mi aspetta solo l’ultimo traguardo, ecco che l’argomento che mi accingo ad affrontare in questa cosa che chiamano tesi triennale è proprio quello: la neutralità. Sono strane le vie del vivere, l’ho sempre detto. Eppure ci ripenso, e sorrido. Non ho sorriso affatto, invece, quando ho scoperto che per scrivere un piffero di post sul mio trascurato blog dovevo scaricarmi tutta la fantastica suite del nuovo messenger-cacca. Rottura.December 01 Certe cose ti strizzano l'intestino (e non sto parlando della peperonata)Fare successo, perché? Per i soldi? Ma certo. Per la fama? Sicuro. La gloria? Ovvio.
Ma non basta, non metterei mai tante energie in qualcosa se aspirassi solo a questo. Il vero motivo è la rivincita, la rivincita che mi prenderei su tutta quella pletora di cretini che ti guardano dall'alto al basso, si atteggiano quasi come a compiangerti, ti vogliono far capire che loro hanno compreso tutto e che per arrivare ci vuole quello che hanno loro, non quello che hai tu.
Fare successo per vedere le loro facce dopo.
Oh, si. October 31 Venghino siòri, venghino!La febbre shockante dilaga: cliccate qui, votateci su QOOB e forse ci vedrete in tivvù! P.S.: Andreas è in arrivo anche su Talent1, state in guardia! September 24 Cacca (ovvero, di quanto questo blog abbia talvolta preso una piega ridicola)Un giorno un uomo che di tanto in tanto sapeva essere saggio mi disse: "Non c'è un momento in cui un uomo goda di più di quando sta facendo la cacca. Cosa c'è che dia più piacere al mondo che fare la cacca?"
Quell'uomo non era lontano dalla Verità, vi dico.
Tutto sommato, però, questo discorso c'entra poco con quello che volevo scrivere giusto trentasette secondi fa.
Trentotto.
Trentanove.
Quaranta.
Ok, era giusto per fare le cose precise.
Sono passati quattro anni da quando ho messo piede nello strano e psichedelico mondo dell'università. Il primo anno sembrava sfolgorante, le sorprese si annidavano ad ogni angolo e piovevano ragazze di nome Chiara da ogni dove. La vita era diventata improvvisamente facilissima e meravigliosa; c'erano le difficoltà, ma sembravano parte di un grande disegno collettivo, quasi come se tutto dovesse succedere perché era giusto così, e basta.
A quattro anni di distanza, all'inizio del quinto e deprimente anno di stagnante università, le cose sono diverse quel tanto che basta a chiedersi se un bel saltino indietro nel tempo non sarebbe utile. E' la domanda fondamentale della vita dell'Uomo, quando ci si guarda indietro e ci si chiede "lo rifarei?". E io lo rifarei? Ma poi, rifarei cosa? Domanda superflua, si, rifarei tutto. O almeno credo. Rifarei tutto perchè la vita si divide tra scelte essenziali e scelte accessorie, ma quelle per le quali vale la pena porsi la fatidica domanda sono solo le prime (che sono poche e monumentali). Ho passato quattro anni intensi e a tratti duri, complicati e tenaci, durante i quali ho messo a durissima prova il sistema nervoso mio e di tante altre persone: alcune rimangono, altre se ne sono andate (probabilmente) per sempre. Ma più vado avanti, più cresco e più mi rendo conto di quanto sia più facile sentire vicine le persone lontane, e vice versa. C'è stato chi sembrava fondamentale e poi non lo era, chi è stato amato troppo e chi troppo poco, chi si è rivelato infame ma le ha pagate tutte fino in fondo e fin troppo, a questo punto. E ora quasi non fa più ridere.
Anche se...
Ma si arriva ad un punto in cui l'unica strada da percorrere passa attraverso mura che vanno demolite, strade che devono essere spianate. Ci sono già passato, ho già demolito mura invalicabili e costruito strade coi mezzi di fortuna che avevo, e non rinnego niente. Le scelte difficilissime ed impensabili le ho fatte.
Sono arrivato? No, macchè.
Sono appena partito.
Vero, Dan? August 15 I love you, honey pie!May 20 Across the UniverseWords are flowing out like endless rain into a paper cup
They slither while they pass they slip away across the universe Gocce di magnifico nonsense racchiuse in un metro inusuale, quasi arcaico, classico.
E' la cosa migliore che potevo togliermi dalla testa per scrivere dopo così tanto tempo qua sopra? Ebbene si, non ho voglia d'altro.
Perchè i nonsense sono in verità l'unica cosa che abbia senso quando tutto il resto ne è privo.
Cose e persone perse, e ritrovate. Sentimenti, sensazioni, tempo. Tutto così vago, eppure opprimente.
Ma tu vai, fai.
Vivi. March 09 Quello che tutti stavano aspettando...E' arrivato, il nuovo test su quanto conoscete il Prat è disponibile. Non perdete tempo! March 06 Where are you, tonight?Absolutely Sweet Marie
(B. Dylan)
Well, your railroad gate, you know I just can't jump it
Sometimes it gets so hard, you see I'm just sitting here beating on my trumpet With all these promises you left for me But where are you tonight, sweet Marie? Well, I waited for you when I was half sick Yes, I waited for you when you hated me Well, I waited for you inside of the frozen traffic When you knew I had some other place to be Now, where are you tonight, sweet Marie? Well, anybody can be just like me, obviously But then, now again, not too many can be like you, fortunately. Well, six white horses that you did promise Were fin'lly delivered down to the penitentiary But to live outside the law, you must be honest I know you always say that you agree But where are you tonight, sweet Marie? Well, I don't know how it happened But the river-boat captain, he knows my fate But ev'rybody else, even yourself They're just gonna have to wait. Well, I got the fever down in my pockets The Persian drunkard, he follows me Yes, I can take him to your house but I can't unlock it You see, you forgot to leave me with the key Oh, where are you tonight, sweet Marie? Now, I been in jail when all my mail showed That a man can't give his address out to bad company And now I stand here lookin' at your yellow railroad In the ruins of your balcony Wond'ring where you are tonight, sweet Marie. Ad occhio e croce... a casa...
My sweet Marie.
March 05 E come ce li spaccate bene i timpani, come ce li spaccate male i coglioni, cribbio!Allora, il fatto è che - cribbio - Tommy degli Who e Tommy live at Leeds sono praticamente due dischi diversi. Voglio dire, diamine d'un boia, avete presente COS'E' quel Live at Leeds? Ok, sappiamo tutti che stiamo parlando di uno dei dischi fondamentali della storia della musica dal 10mila a.C. ad ora, ma vogliamo parlare di Tommy studio? Gente, ma spacca i corbelli di brutto se avete sentito il live negli ultimi ottant'anni della vostra vita!
Ok, basta.
Ero solo sconvolto, molto sconvolto.
Calmo. March 03 E va... e va... e va... e vaaaaa... mavaaaffan...Uh uh uh, oh oh oh. La cosa che mi diverte di più in assoluto - oltre al fatto che torno a scrivere su questo blog - è che non ho mai messo un titolo così stupido ad un mio intervento! Credo.
MA, tralasciamo le facezie e lanciamoci ancora una volta in una cronaca per niente dettagliata di quel che succede within and without me. Oh, forse finalmente sono riuscito a trovare un corso di Letteratura italiana che riuscirò a seguire e - forse - addirittura completare con tanto di esame finale! Non posso farci niente (scusami mia dolce Mary) se trovo che Dante sia un gran tegame, e men che mai posso farci niente se trovo noiosa la letteratura e mi irrito pensando che studiare tutti quei tromboni medievali non giovi alla mia tesi di laurea.
Ma per fortuna la musica cambia! Il corso si chiama Letteratura Moderna e Contemporanea, e forse ci sarà da vederne delle belle.
Ma che ce frega, alla fine del gioco?
Basta parlare di me, parliamo di te, parliamo di te.
No.
Basta.
...e no! Oh, ho comprato un portatile. E voglio dedicargli un'ode, che chiamerò...
Ode al portatile
Lode a te, o portatile
che mi togli il sonno nella scura notte
e con le tue insidiose tentazioni
trai da me il desìo del dolce riposo
e lo tramuti in brama di spippolamenti
Lode a te, o portatile
che forte di un vigor nuovo
mi intrappoli nelle folte maglie di Ubuntu
rendi la mia mente vaga viandante
e niente più mi fai capire
Lode a te, o cribbio d'un portatile
bello liscio e levigato
che puppi pure la connessione a un gonzo
che sta vicino a me e non l'ha protetta
viva, o mio portatile, i gonzi.
Ciao mondo. January 23 Anyway the wind blows Si, si, è vero, effettivamente è parecchio tempo che non scrivo più qua. Ma d'altronde non c'è nemmeno più nessuno dei miei vecchi ed affezionati fanZ che mi legga... quindi che scrivo a fare? Ora tutti vi aspetterete che inizi come mio solito con una tipica formula prattiana del tipo "I giorni passano pigri e scaricabili, mentre la vita del Prat procede senza infamia nè lode nel turbinìo degli eventi", ed effettivamente è proprio così: I giorni passano pigri e scaricabili, mentre la vita del Prat procede senza infamia nè lode nel turbinìo degli eventi, e vecchi fantasmi bussano alla porta mentre le nuove, giovini soddisfazioni passano incontrollabili di fronte agli occhi del giovin signorino. Ma i dubbi rimangono, le aspettative si moltiplicano e le forze sono sempre meno. Ma non tanto per motivi sentimentali, o pindarici, o freudiani, il punto è che mi fa male persino quando mi siedo, come potete pretendere che uno viva sereno con cotanto dolorino al cülo? Ma la strada che scorre sotto le ruote della Carrozza dell'Esistenza sfila velocemente attraverso i finestrini, ed è sempre più difficile capire quel che c'è dietro e quel che c'è davanti. E poi diciamocelo, quel che c'è dietro è passato, che lo guardiamo a fare? Se era proprio bello bello gli avremo fatto una foto e la conserveremo con cura, non possiamo far altro. Questo ho da dire alle cose che ho lasciato indietro: state attenti, tutti voi, perchè non c'è niente che possiate fare, anche risorgendo dalle vostre tombe, per fermarmi. Questo sono io e qui decido io, le bollette le ho pagate e non ho più niente da dire, anche perchè sarebbe inutile. Inutile, si, ma non tanto quanto pestare una cacca solo per il gusto di farlo. Bleh! Non fatelo mai. October 26 Giorni di PratSon proprio giorni di Prat, questi. Con Gloria che si è indebitamente appropriata del mio diario, mi vedo costretto a sfogare ancora una volta la mia necessità di comunicazione su pagine elettroniche, e non cartacee. Son giorni strani (ma credo di aver ripetuto questa locuzione almeno una trentina di volte nella storia di questo blog) e trascorrono tra un lavoro ed un altro, una commissione ed un'altra, nel folle tentativo di mantenere la mia vita in piedi con una certa coerenza ed un po' di solita, sana ironia prattiana. Nel periodo che sta tra la perdita del mio amatissimo diario e il momento presente ne son successe di cose, smentite, conferme, gente che se ne va, gente che arriva, tensioni e ipertensioni... ma si fronteggia tutto come un surfista fronteggia uno tsunami. In realtà sono oramai troppo viziato dallo scrivere unicamente per me, tanto che se andassi avanti finirei col rivelare a mezzo web cavolacci miei che interessano per lo più a me, quindi penso che la finirò qua, lasciando tutti voi con pensieri positivi che spero giovino al vostro Karma. October 06 Shocks! again and again
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