Prat's profile*° Behind Blue Prat °*PhotosBlogListsMore Tools Help
    November 17

    L’ora di filosofia

    Si alza e si volta, si avvicina lentamente al letto e sorride al micio, lo spalma sul plaid e gli regala un paio di carezze ben somministrate, ne ride. Poi torna al computer e pensa che, si, potrebbe anche scrivere qualcosa dopo tanto tempo, anche se gli manca l’impulso (ma d’altronde non è forse questa l’essenza di un esperimento?).
    L’ora di filosofia a scuola quel giorno era particolarmente soffocante: fuori era già maggio e il prof continuava ad urlare qualcosa su Hegel che gran parte della classe aveva già rinunciato a capire da un pezzo. Il prof non urlava per rabbia, il prof urlava e basta, era la sua appassionata maniera di fare lezione; non era così irritante come può sembrare. La lezione gli importava poco, ma faceva finta di farsela importare, tanto avrà pur dovuto starci a fare qualcosa, in classe. Il protagonista, dico, non il prof. Lui, il protagonista, faceva pendolare il suo sguardo in maniera abbastanza regolare dalle trifore che imprigionavano la primavera al di fuori del palazzo fino ai capelli castano scuri di lei, un po’ trastullandosi, un po’ giocando a speculare sulla fantascienza che il suo cervello elaborava di minuto in minuto, e che lui caparbiamente si ostinava a vedere come il proprio futuro immediato. Naturalmente, una volta finito Hegel e tutti i suoi guai con la propria coscienza a proposito della Rivoluzione Francese, non si sarebbe verificata nessuna delle scene idilliache che gli rimbalzavano gaudenti dal cervelletto alla zona temporale, ma lui era riuscito perfettamente nella non facile impresa di sottostimare ampiamente questa considerazione. Quella giornata, invero, terminò tale e quale a tante altre, non che questo fosse un male, si capisce, ma non era e non fu quello il punto. Il punto è, e lo scopre voltandosi di nuovo verso il micio, attirato irresistibilmente dal manto argenteo, che né quella volta, né quelle altre tante volte, si ricordò di aver mai avuto nemmeno il vago sentore di quali strade la sua vita avrebbe preso nel futuro lontano e neppure in quello prossimo. Questo lo fa ridere un po’, e un po’ lo fa anche sentire superiore a tutti quelli – ce ne sono tanti, e anche all’epoca ce n’erano tanti – che sprecano metà del loro tempo utile a progettare e a pensare a cosa diventeranno da grandi, o anche solo tra qualche anno.
    E un po’ invece lo rende triste, pensare di essere come una foglia secca che galleggia su una pigra pozzanghera, senza la minima idea di che cosa fare una volta che l’acqua si sia asciugata.

    June 25

    Si stava meglio quando si stava peggio

    Si rimpiange il passato quando il presente non ne è all’altezza. Non è forse questa, dopotutto, la funzione sordidamente sotterranea del tempo che è trascorso e stato? Fungere da terribile pietra di paragone, una lapide monolitica su cui sono scritte verità intrinsecamente inviolabili, immutabili. È incredibile quanto le cose che non esistono più riescano a far più danni di cose reali, tangibili,  persone e luoghi che hai a portata di mano, odori che riesci a sentire, sensazioni che riesci a provare sul momento. Quelle altre invece se ne stanno là, in un cantuccio lontano, ma tu sai che ci sono e che ci rimangono, sempre lì come avvoltoi a ricordarti che se fra loro c’è stato qualcosa di bello verrà a tormentarti ogni volta che la tua vita sarà debole nel confronto. Ed in questi momenti spariscono come per magia tutti i momenti bui, tutte le difficoltà e gli ostacoli del passato, si nascondono, non si fanno vedere e se ne stanno riparati a sghignazzare del loro attore preferito. Si vedono solo le cose belle, le cose più belle. Da qui la tristezza, la nostalgia, il senso di solitudine, di freddo, il groppo in gola e la voglia di mollare tutto, lo sconforto. È qui che riemerge come un conato tutto il marcio che sta dentro, la consapevolezza e la verità (perché quella non si nasconde a noi stessi), le mezze bugie, le bugie intere, i finti compromessi, gli sforzi vani, le chiacchierate con Dio e col cielo stellato, tanto spettacolari quanto inutili, o almeno così sembrano. Qui sparisce la sicurezza e la fiducia, qui c’è solo amarezza, stupido orgoglio e il ricordo dei dannatissimi tempi migliori.

    April 13

    Però quel viaggio fu bello

    PISA CENTRALE

    Il treno puzza.

    MILANO CENTRALE

    Però è economico (si trovano anche treni che non puzzano, ma non sono economici) e se con te viaggiano gli amici è divertente.
    Non ricordo niente dello SMAU, però quel viaggio fu bello.
    Ed ancora, le palle del toro e una camminata lunghissima, ma quelle sono altre storie.

    ROSIGNANO

    Cui prodest? Quante volte me lo chiedo.

    GENOVA PIAZZA PRINCIPE

    Me lo chiedo e me lo ripeto. Che corsa, ragazzi, che felicità.

    FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA

    Che invidia devono provare i fiorentini quando pensano al Duomo di Pisa. La facciata del loro duomo è finta, quell’osceno cupolone è un capolavoro di sproporzione, il loro battistero è ridicolo e chiamare “piazza” quel bugigattolo è come pensare a Danny De Vito che gioca a basket.
    Tuttavia Firenze ha per me significati particolari, specialmente quando scende la sera.

    Live forever

    ROMA TERMINI

    AVERSA

    CASERTA

    Eppure mi capita spesso di guardarmi indietro, ridere del mio passato e dirmi che tutto sommato non ho di che lamentarmi, raccontare a me stesso momenti memorabili, da film. Le porte si chiudono ancora e va tutto al rallentatore.
    Il treno ha un odore familiare.

    I saw you in the corner of my eye on the sidelines
    Your dark mascara bids me to historical deeds

    GENOVA PIAZZA PRINCIPE

    PAVIA

    C’è stato un periodo della mia esistenza in cui credevo che avrei passato il resto dei miei giorni su e giù per l’Italia a bordo di un treno. Fortuna che poi sono riuscito a riequilibrare sostanzialmente il rapporto ormoni/chilometri.

    A love once new has now grown old

    ROMA TERMINI

    Rimpianti? Di ogni tipo, ma chi non ne ha? Eppure resto convinto che anche essi siano un’invenzione dell’animo umano, poiché se si accetta che le cose accadano punto e basta, allora si trova facilmente la forza per procedere alla stazione successiva.
    Forse ne restano, ma adesso li conto sulle punta delle dita di una sola mano.

    Can you still tell what’s right and what’s sad?

    GROSSETO

    Prima o poi tocca a tutti crescere, toccherà persino a me, e a quel punto cosa me ne farò dei rimpianti? Meglio darsi da fare, indossare la cravatta migliore ed affrontare i dubbi e le paure con l'indiscussa eleganza che mi contraddistingue.

    RIOMAGGIORE

    E poi tanti dubbi svaniscono se mi giro e ti guardo.

    SAN MINIATO – FUCECCHIO

    Che strano odore, quale strano sentire: come se vecchio e nuovo si mescolassero, ricordi antichi e presente diventassero una sola cosa, una matassa inestricabile di sensazioni che diventano un brodo primordiale da cui traggo nutrimento, linfa vitale. Ed ancora mi volto e ti vedo.
    E capisco?

    And these memories lose their meaning
    When I think of love as something new

    PISA CENTRALE

    Casa.

    March 18

    Essere o non essere… neutrali?

    È incredibile come a volte le circostanze della vita riescano a coincidere tra loro, quasi ad indicarti la via. Una vita, nel caso specifico la mia, passata cercando di mediare, nel tentativo (talvolta vano) di evitare interventismi inutili e confronti troppo aperti, un po’ per carattere, un po’ per necessità, un po’ – lo ammetto – per pigrizia. Ed ora che siamo al dunque – uno dei tanti dunque – ora che il rush finale per recuperare gli esami è finito e mi aspetta solo l’ultimo traguardo, ecco che l’argomento che mi accingo ad affrontare in questa cosa che chiamano tesi triennale è proprio quello: la neutralità. Sono strane le vie del vivere, l’ho sempre detto. Eppure ci ripenso, e sorrido.

    Non ho sorriso affatto, invece, quando ho scoperto che per scrivere un piffero di post sul mio trascurato blog dovevo scaricarmi tutta la fantastica suite del nuovo messenger-cacca. Rottura.
    December 01

    Certe cose ti strizzano l'intestino (e non sto parlando della peperonata)

    Fare successo, perché? Per i soldi? Ma certo. Per la fama? Sicuro. La gloria? Ovvio. Ma non basta, non metterei mai tante energie in qualcosa se aspirassi solo a questo. Il vero motivo è la rivincita, la rivincita che mi prenderei su tutta quella pletora di cretini che ti guardano dall'alto al basso, si atteggiano quasi come a compiangerti, ti vogliono far capire che loro hanno compreso tutto e che per arrivare ci vuole quello che hanno loro, non quello che hai tu. Fare successo per vedere le loro facce dopo. Oh, si.
    October 31

    Venghino siòri, venghino!

    La febbre shockante dilaga: cliccate qui, votateci su QOOB e forse ci vedrete in tivvù!

    P.S.: Andreas è in arrivo anche su Talent1, state in guardia!



    October 30

    E TuTubi?

     
    September 24

    Cacca (ovvero, di quanto questo blog abbia talvolta preso una piega ridicola)

    Un giorno un uomo che di tanto in tanto sapeva essere saggio mi disse: "Non c'è un momento in cui un uomo goda di più di quando sta facendo la cacca. Cosa c'è che dia più piacere al mondo che fare la cacca?"
    Quell'uomo non era lontano dalla Verità, vi dico.
    Tutto sommato, però, questo discorso c'entra poco con quello che volevo scrivere giusto trentasette secondi fa.
    Trentotto.
    Trentanove.
    Quaranta.
    Ok, era giusto per fare le cose precise.
     
    Sono passati quattro anni da quando ho messo piede nello strano e psichedelico mondo dell'università. Il primo anno sembrava sfolgorante, le sorprese si annidavano ad ogni angolo e piovevano ragazze di nome Chiara da ogni dove. La vita era diventata improvvisamente facilissima e meravigliosa; c'erano le difficoltà, ma sembravano parte di un grande disegno collettivo, quasi come se tutto dovesse succedere perché era giusto così, e basta.
    A quattro anni di distanza, all'inizio del quinto e deprimente anno di stagnante università, le cose sono diverse quel tanto che basta a chiedersi se un bel saltino indietro nel tempo non sarebbe utile. E' la domanda fondamentale della vita dell'Uomo, quando ci si guarda indietro e ci si chiede "lo rifarei?". E io lo rifarei? Ma poi, rifarei cosa? Domanda superflua, si, rifarei tutto. O almeno credo. Rifarei tutto perchè la vita si divide tra scelte essenziali e scelte accessorie, ma quelle per le quali vale la pena porsi la fatidica domanda sono solo le prime (che sono poche e monumentali). Ho passato quattro anni intensi e a tratti duri, complicati e tenaci, durante i quali ho messo a durissima prova il sistema nervoso mio e di tante altre persone: alcune rimangono, altre se ne sono andate (probabilmente) per sempre. Ma più vado avanti, più cresco e più mi rendo conto di quanto sia più facile sentire vicine le persone lontane, e vice versa. C'è stato chi sembrava fondamentale e poi non lo era, chi è stato amato troppo e chi troppo poco, chi si è rivelato infame ma le ha pagate tutte fino in fondo e fin troppo, a questo punto. E ora quasi non fa più ridere.
    Anche se...
    Ma si arriva ad un punto in cui l'unica strada da percorrere passa attraverso mura che vanno demolite, strade che devono essere spianate. Ci sono già passato, ho già demolito mura invalicabili e costruito strade coi mezzi di fortuna che avevo, e non rinnego niente. Le scelte difficilissime ed impensabili le ho fatte.
    Sono arrivato? No, macchè.
     
    Sono appena partito.
    Vero, Dan?
    August 15

    I love you, honey pie!

    Nello che rutta

    Fissate intensamente il centro dell'immagine per 30 secondi, dopodichè allontanatevi lentamente dallo schermo. Vi apparirà chiaramente la sagoma di Neil Young travestito da Alfa 147 che fa un bomprò (in falsetto).

    July 07

    E' la fine

    Non servono parole.

    Questo qua sopra è un LINK. Ho dovuto scriverlo sennò la gente si preoccupa.

    May 20

    Across the Universe

    Words are flowing out like endless rain into a paper cup
    They slither while they pass they slip away across the universe
     
    Gocce di magnifico nonsense racchiuse in un metro inusuale, quasi arcaico, classico.
    E' la cosa migliore che potevo togliermi dalla testa per scrivere dopo così tanto tempo qua sopra? Ebbene si, non ho voglia d'altro.
    Perchè i nonsense sono in verità l'unica cosa che abbia senso quando tutto il resto ne è privo.
    Cose e persone perse, e ritrovate. Sentimenti, sensazioni, tempo. Tutto così vago, eppure opprimente.
     
    Ma tu vai, fai.
    Vivi.
    March 09

    Quello che tutti stavano aspettando...

    E' arrivato, il nuovo test su quanto conoscete il Prat è disponibile. Non perdete tempo!

    http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=Prat

    March 06

    Where are you, tonight?

    Absolutely Sweet Marie
    (B. Dylan)
     
    Well, your railroad gate, you know I just can't jump it
    Sometimes it gets so hard, you see
    I'm just sitting here beating on my trumpet
    With all these promises you left for me
    But where are you tonight, sweet Marie?

    Well, I waited for you when I was half sick
    Yes, I waited for you when you hated me
    Well, I waited for you inside of the frozen traffic
    When you knew I had some other place to be
    Now, where are you tonight, sweet Marie?

    Well, anybody can be just like me, obviously
    But then, now again, not too many can be like you, fortunately.

    Well, six white horses that you did promise
    Were fin'lly delivered down to the penitentiary
    But to live outside the law, you must be honest
    I know you always say that you agree
    But where are you tonight, sweet Marie?

    Well, I don't know how it happened
    But the river-boat captain, he knows my fate
    But ev'rybody else, even yourself
    They're just gonna have to wait.

    Well, I got the fever down in my pockets
    The Persian drunkard, he follows me
    Yes, I can take him to your house but I can't unlock it
    You see, you forgot to leave me with the key
    Oh, where are you tonight, sweet Marie?

    Now, I been in jail when all my mail showed
    That a man can't give his address out to bad company
    And now I stand here lookin' at your yellow railroad
    In the ruins of your balcony
    Wond'ring where you are tonight, sweet Marie.
     
    Ad occhio e croce... a casa...
    My sweet Marie.

    March 05

    E come ce li spaccate bene i timpani, come ce li spaccate male i coglioni, cribbio!

    Allora, il fatto è che - cribbio - Tommy degli Who e Tommy live at Leeds sono praticamente due dischi diversi. Voglio dire, diamine d'un boia, avete presente COS'E' quel Live at Leeds? Ok, sappiamo tutti che stiamo parlando di uno dei dischi fondamentali della storia della musica dal 10mila a.C. ad ora, ma vogliamo parlare di Tommy studio? Gente, ma spacca i corbelli di brutto se avete sentito il live negli ultimi ottant'anni della vostra vita!
     
    Ok, basta.
     
    Ero solo sconvolto, molto sconvolto.
     
    Calmo.
    March 03

    E va... e va... e va... e vaaaaa... mavaaaffan...

    Uh uh uh, oh oh oh. La cosa che mi diverte di più in assoluto - oltre al fatto che torno a scrivere su questo blog - è che non ho mai messo un titolo così stupido ad un mio intervento! Credo.
    MA, tralasciamo le facezie e lanciamoci ancora una volta in una cronaca per niente dettagliata di quel che succede within and without me. Oh, forse finalmente sono riuscito a trovare un corso di Letteratura italiana che riuscirò a seguire e - forse - addirittura completare con tanto di esame finale! Non posso farci niente (scusami mia dolce Mary) se trovo che Dante sia un gran tegame, e men che mai posso farci niente se trovo noiosa la letteratura e mi irrito pensando che studiare tutti quei tromboni medievali non giovi alla mia tesi di laurea.
    Ma per fortuna la musica cambia! Il corso si chiama Letteratura Moderna e Contemporanea, e forse ci sarà da vederne delle belle.
    Ma che ce frega, alla fine del gioco?
    Basta parlare di me, parliamo di te, parliamo di te.
    No.
    Basta.
     
    ...e no! Oh, ho comprato un portatile. E voglio dedicargli un'ode, che chiamerò...
     
    Ode al portatile
     
    Lode a te, o portatile
    che mi togli il sonno nella scura notte
    e con le tue insidiose tentazioni
    trai da me il desìo del dolce riposo
    e lo tramuti in brama di spippolamenti
     
    Lode a te, o portatile
    che forte di un vigor nuovo
    mi intrappoli nelle folte maglie di Ubuntu
    rendi la mia mente vaga viandante
    e niente più mi fai capire
     
    Lode a te, o cribbio d'un portatile
    bello liscio e levigato
    che puppi pure la connessione a un gonzo
    che sta vicino a me e non l'ha protetta
    viva, o mio portatile, i gonzi.
     
    Ciao mondo.
    January 23

    Anyway the wind blows

    Si, si, è vero, effettivamente è parecchio tempo che non scrivo più qua. Ma d'altronde non c'è nemmeno più nessuno dei miei vecchi ed affezionati fanZ che mi legga... quindi che scrivo a fare?
    Ora tutti vi aspetterete che inizi come mio solito con una tipica formula prattiana del tipo "I giorni passano pigri e scaricabili, mentre la vita del Prat procede senza infamia nè lode nel turbinìo degli eventi", ed effettivamente è proprio così:


    I giorni passano pigri e scaricabili, mentre la vita del Prat procede senza infamia nè lode nel turbinìo degli eventi, e vecchi fantasmi bussano alla porta mentre le nuove, giovini soddisfazioni passano incontrollabili di fronte agli occhi del giovin signorino. Ma i dubbi rimangono, le aspettative si moltiplicano e le forze sono sempre meno. Ma non tanto per motivi sentimentali, o pindarici, o freudiani, il punto è che mi fa male persino quando mi siedo, come potete pretendere che uno viva sereno con cotanto dolorino al cülo? Ma la strada che scorre sotto le ruote della Carrozza dell'Esistenza sfila velocemente attraverso i finestrini, ed è sempre più difficile capire quel che c'è dietro e quel che c'è davanti. E poi diciamocelo, quel che c'è dietro è passato, che lo guardiamo a fare? Se era proprio bello bello gli avremo fatto una foto e la conserveremo con cura, non possiamo far altro. Questo ho da dire alle cose che ho lasciato indietro: state attenti, tutti voi, perchè non c'è niente che possiate fare, anche risorgendo dalle vostre tombe, per fermarmi. Questo sono io e qui decido io, le bollette le ho pagate e non ho più niente da dire, anche perchè sarebbe inutile.
    Inutile, si, ma non tanto quanto pestare una cacca solo per il gusto di farlo.


    Bleh! Non fatelo mai.


    October 26

    Giorni di Prat

    Son proprio giorni di Prat, questi. Con Gloria che si è indebitamente appropriata del mio diario, mi vedo costretto a sfogare ancora una volta la mia necessità di comunicazione su pagine elettroniche, e non cartacee. Son giorni strani (ma credo di aver ripetuto questa locuzione almeno una trentina di volte nella storia di questo blog) e trascorrono tra un lavoro ed un altro, una commissione ed un'altra, nel folle tentativo di mantenere la mia vita in piedi con una certa coerenza ed un po' di solita, sana ironia prattiana. Nel periodo che sta tra la perdita del mio amatissimo diario e il momento presente ne son successe di cose, smentite, conferme, gente che se ne va, gente che arriva, tensioni e ipertensioni... ma si fronteggia tutto come un surfista fronteggia uno tsunami. In realtà sono oramai troppo viziato dallo scrivere unicamente per me, tanto che se andassi avanti finirei col rivelare a mezzo web cavolacci miei che interessano per lo più a me, quindi penso che la finirò qua, lasciando tutti voi con pensieri positivi che spero giovino al vostro Karma.
    October 09

    Settecento


    Settecento!!!

    October 06

    Shocks! again and again

    The Shocks! live...

     

    13 ott 2007, 22.00 - Elvis Fan Club

     
    Via Aiaccia, 37/E
    Stagno, Livorno
     
    14 ott 2007, 21.30 - Club Dr Jazz  
    Via Vespucci, 10
    Pisa, Pisa 
    + THE NIXXX
    August 22

    Elvis Fan Again

    THE SHOCKS!
    live at Elvis Fan Club
    Via Aiaccia, Stagno (LI)

    31.08.2007