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February 23 Niente mosche su FrankLiceo Classico "G. Galilei", Pisa, anno scolastico 2003/2004, un'annata che non scorderò facilmente. Per questo ritengo doveroso dedicare a quel periodo della mia vita una parte di questi scritti, perchè la memoria di momenti astrusamente divertenti e terribilmente importanti non vada mai persa. Le epiche testimonianze di questi folli parti di menti instabili furono registrare in un'agenda, la mia agenda, a dire il vero. Da questa fonte attingerò per narrarvi di quei giorni, trascrivendo fedelmente ogni sua parte. Those were the days!
CAPITOLO I, Lo Zibaldino, ovvero la mia agenda:
Half of what I say is meaningless, But I say it just to reach you.
(Frontespizio dell'agenda, NdR)
° LO ZIBALDINO ° RERUM SCAVOLARUM FRAGMENTA
RP
Omnis homines, qui sese student praestare ceteris animalibus, summa ope niti decet, ne vitam silentio transeant veluti pecora, quae natura prona atque ventri oboedientia finxit. - Caio Sallustio Crispo
PREFAZIONE di Nicola
Sono molto lieto di poter scrivere questa prefazione all'ennesima opera di Romano Pratini. Ho accettato in nome dell'amicizia che mi lega a Roberto Prestasoldi, ci conosciamo da quando era alto come un comodino. Da parte mia sono lieto che Romualdo Pretoni abbia deciso di devolvere l'intero ricavato della prevendita dell'opera alla ricerca delle banane, per poter sfamare i panda. E' bello quando qualcuno si redime, dopo anni trascorsi a torturare le povere paffute bestiole, Rodolfo Partenopei ha finalmente dismesso le vesti di inquisitore ed è passato finalmente a fare qualcosa di veramente utile socialmente. E' tutt'ora possibile vedere il caro Ronato Provolini distribuire davanti alle scuole preservativi e bastoncini dei ghiaccioli, atti a ripulire le suole delle scarpe dalle feci dei gorilla. A proposito dei gorilla vorrei aprire una parentesi, io non ho niente contro le guardie del corpo, ma che i loro bisogni li facciano a casa loro. In conclusione vorrei dire che non ci sono più le mezze stagioni, che i giovani non sono più quelli di una volta e che la gioventù è bruciata, ma tutte queste sono pure illusioni, la verità è ben diversa, infatti Remo Plantari non è uno che balla coi lupi, almeno, non al giovedì sera.
° LO ZIBALDINO ° RERUM SCAVOLARUM FRAGMENTA
...NEVER CARED FOR WHAT THEY SAY, NEVER CARED FOR WHAT THEY DO...
Dedicato a chi ha capito, ma soprattutto a chi non ha capito RP 2004
INTRODUZIONE di Riccardo
Quando ho saputo che il mio grande amico, Norberto Segaglielfi, aveva accettato di scrivere la prefazione alla mia ultima opera, sono subito corso felice ad abbracciare tutti i miei panda. La ricerca delle banane, oramai in via d'estinzione, è sempre più ardua e spero con tutto il cuore che questa mia opera, pur non essendo un cocomero, possa riparare la sfaldatura che si è venuta a creare all'interno della società degli armadilli. Questa raccolta di frammenti non ha senso, se non quello di arricchire a più livelli la cultura metafisica di tutti coloro che abitano il Congo Belga. Siccome sarebbe assurdo concludere un'introduzione (che è una cosa che inizia), vi lascio con una frase del grande filosofo che teorizzò il nostro non-essere mucche, il tuttologo Byron Cupi.
Dunque, iniziamo "AB OVO"
COMPENDIO ALL'INTRODUZIONE (e non "compenso", perchè non mi piace la pesca subacquea e non mi paga nessuno... sti strxxxx!!!) di Edoardo
Già dai tempi dei Persiani, antico popolo di riparatori di porte e finestre, era considerato un problema il fumo passivo, ovvero il "sono fumato", che era la pena di morte più atroce prevista per i casi di violenze sessuali sul lavoro ai panda durante i mesi di Albugno e Ottembre (?). Avvolti in cartine giganti (ovvero planisferi) i malcapitati venivano appicciati sulle piante dei piedi (si sa, non tutti avevano le scarpe e l'igiene delle parti basse era lasciata alla diffusione delle foreste e del sottobosco) e tirati come un cubano, quello di tabacco, fino a farne rimanere una banana... Persino i Persiani si stupivano di questo evento arcano (di cui gli studiosi non ci sanno ancora dire se chiuaua o doberman) in cui e di cui le banane giganti crebbero di numero e conquistarono tutti il regno di Ciro il Grande (compresa la zona di Ercolano e il quartiere Margherita, zona porto, monolocale con spigolo cottura, bagno, prezzi trattabili, vista sui pescherecci, chiedere di Cinzia). Voglio concludere con una morale, che sia soggettiva, non eticamente sociale e che lasci qualcosa (speriamo quel mezzo ragano della sua fidanzata... di Morale intendo, il mio carpentiere di fiducia): "ANCHE LE BANANE SI PRENDONO GIALLO"*.
*Detto torinese per dire che le banane fanno come le rande sulle barche a vela... ovvero si incazzano! Comments (9)
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