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June 12 NOW, WHITE!Prima, attesissima uscita dei Morning Blue, ieri sera. Commenti a tiepido: fascia oraria assassina (non c'era quasi nessuno), strumentazione ottima (fatta eccezione per il cavo del basso di Ric, che l'ha costretto a cantare lontano dal microfono, così che la sua voce si è sentita pochissimo), spigliatezza sufficiente. L'esibizione si è svolta più o meno come calcolato, la metà dei pezzi sono venuti decentemente e l'altra metà ha subìto le conseguenze di una settimana scarsa di prove con un gruppo messo su da dieci giorni che suona per la prima volta dal vivo. Non mi lamento e, anzi, sono molto soddisfatto, perché infiniti fattori potevano rendere lo show un vero disastro. Ma andiamo con ordine. La scaletta contemplava sei pezzi (cinque cover e una composizione originale) più una intro di chitarra, esaminiamoli. L'introduzione era stata affidata all'estro metal-meccanico di Virgil, che ha affrontato il compito con sprezzo del pericolo, commettendo però il grave errore di dimenticarsi che se si impreca di fronte ad un microfono, quest'ultima imprecazione viene recepita da tutto il pubblico. E così infatti è stato, con grande divertimento. Del pubblico. La prima canzone era Twist and Shout (cover dei Beatles), introdotta da un veemente quanto sbarazzino conteggio dell'irresistibile frontman (cioè io), che cerca di risollevare le sorti oramai ilari dello show. Esibizione più che sufficiente dal punto di vista strumentale e assolutamente pessima dal punto di vista vocale (mancavano i cori), ma raccatta gli applausi. Si continua con la vera e propria incognita della serata, Day Tripper (ancora Beatles), che avevamo provato davvero troppo poco per sperare in una riuscita perfetta. Dubbi e scarsa preparazione daranno ragione ad un'esecuzione mediocre, risollevata dal fatto che siamo riusciti a non perderci completamente. Ottimo il sangue freddo di Riccardo, lui sa perchè. Ci presentiamo ("siamo i Morning Blue, che non significa 'mattino blu'") e attacchiamo il primo vero successo della serata: Sweet Home Alabama (indimenticato singolone dei Lynyrd Skynyrd, o anche dei Red Hot Chili Peppers) fila liscia quanto basta, e l'assolo di basso che ci inventiamo sulle battute finali lascia di stucco il pubblico, raccogliendo ovunque consensi per quella che oramai è diventata una leggenda umana, cioè Riccardo. Il pezzo successivo gode della migliore esecuzione dello spettacolo, un'elettrica Blitzkrieg Bop (ve lo ricordate il celeberrimo "hey, oh, let's go!" dei Ramones, vero?) della quale nessuno spero avrà avuto da obiettare. Ah, io si, una cosa: non mi piace imitare Joey Ramone! Nel penultimo pezzo riponevamo molte speranze, e difatti è stato abbastanza soddisfacente dal punto di vista strumentale. E' stato un vero peccato che l'inconveniente del cavo abbia costretto Riccardo a cantare la sua unica parte vocale troppo lontano dal microfono, perchè era una A Hard Day's Night (l'ultima del trittico-Beatles) che meritava un po' d'attenzione. La chiusura è stata affidata all'unico pezzo nostro che siamo riusciti a mettere su. Now, White! credo sia una delle primissime canzoni che riuscii a sputare su un foglio di carta, ed evidentemente anche una delle più fattibili. Gravi errori di distrazione hanno compromesso una riuscita potenzialmente buona: poca attenzione agli effetti (la mia distorsione copriva praticamente tutto il resto) e l'unico grosso errore di Niccolò alla batteria (che per il resto è stato bravissimo). Poco male, sull'assolo finale (dove Virgil si riscatta e si merita la sua fetta di gloria) vengono presentati gli artefici di tale baraonda: -"Ottantacinque chili di pura cattiveria. Gli amici lo chiamano 'Virgil', i nemici lo chiamano 'maledetto metallaro'. Per voi è Federico" -"Al basso c'è la persona più versatile che io conosca. Riesce a suonare dalle fisarmoniche ai ferri da stiro, Riccardo" -A questo punto Riccardo mi interrompe per presentarmi ("Riccardo, anche conosciuto come Prat") e lasciare l'onore dell'ultimo posto a Niccolò: -"In ordine di importanza: cantante, chitarrista, archeologo, sosia di Dave Grohl, batterista. Niccolò è questo e molto di più" Si urlano i tre "white!" finali e il pezzo si chiude alla grande. Buongiono, buonasera e statemi tutti bene.
Chi non è venuto si è perso un rock show. Oltre a non valere veramente niente.
P.S.: certo qualche foto potevate pure farcela, eh, dannati...
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