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August 15 News of the WorldRiporto qua il diario che ho tenuto durante i miei giorni austrungarici.
10/08, 22:07 Non pensavo avrei usato ancora il diario che mi aveva accompagnato all’Elba… ma eccoci qua. L’idea (o l’ordine tassativo?) me l’ha suggerita Silvia, e in questo momento non ho niente di meglio da fare. Novecento chilometri di viaggio, per dodici ore di auto. Niente di nuovo sul fronte occidentale, comunque. C’è di nuovo che stavolta non sono stato io a rimanere a casa, ma mio fratello, e comincio a pensare che sarebbe stato di gran lunga meglio non invertire la tendenza. La “vacanza” non inizia stupendamente, e questo era sospettabile, ma d’altronde non mi sono imbarcato in questa specie di suicidio solo per puro piacere autolesionista. Ripongo molte speranze in Praga e spero che non mi deluda.
11/08, 17:40 La prima impressione a caldo è che Praga sia la più bella città che io abbia mai visto.
21:56 Avete voglia di sapere fino a che punto può arrivare l’ottusità umana? No, non dite niente, so già che potreste fornirmi mille validissimi esempi, ma io ne ho sottomano uno ottimo. L’ottusità umana, per esempio, può spingere taluni a compiere in un giorno solo un estenuante viaggio di duecento chilometri fino a Praga, stabilire un record di stakanovismo turistico nel visitare tale città in una manciata di ore, e ripartire per un altro estenuante viaggio di circa trecento chilometri. E tutto questo per evitare la sosta – anche fosse di una sola notte – in un Paese che si è macchiato dell’ignominiosa colpa (cioè della triste sfortuna) di essere stato governato per decenni dal regime più ridicolo e crudele della storia. E’ vero: i cechi hanno una concezione un po’ estrosa della guida, costruiscono autostrade come io parlo l’hiddish e dispongono i segnali stradali con la cura di un mammooth in un negozio di Swarowski (e con un’abbondanza pari a quella dei bresciani su Urano), ma sono meritevoli di disprezzo e disgusto solo per questo? Fine della parte divertente; inizio della masturbazione mentale: E’ la prima volta che viaggio da solo con i miei, senza mio fratello, ma non ne avverto la minima mancanza. Questo non perché io odi Michele, o lo ignori, ritengo piuttosto che il fatto sia imputabile ad una mia personale visione del rapporto che ho con i miei genitori (cioè mio padre). Nella mia personale visione è assolutamente consuetudinario che io mi trovi da solo con loro, ovvero contro di loro (lui). Devo smetterla di psicanalizzarmi.
P.S.: adoro Praga e mi piace da morire la stramaledetta Repubblica Ceca. La soglia di meraviglia e ammirazione che riservavo a Vienna si è improvvisamente alzata.
12/08, 19:26 Tirolo, ancora una volta. Ammetto che un po’ mi mancava. Scriverò dopo di Vienna e de “L’ottusità umana, parte seconda”.
20:33 Ok, mi sono innamorato (anche) della cameriera della pensione di questo posto-vicino-Innsbruck. Avevo dimenticato di come il Tirolo rappresentasse una lucente eccezione nella squallida fauna femminea germanica. Va bene, basta con le cose serie e passiamo al faceto: Vienna. Vienna è una città splendida e confesso che la ricordavo peggio; pur non superando – nella mia scala personale – Praga, mi spiace di non esserci rimasto (d’altronde gli standard del viaggio impongono almeno cinquecento chilometri al giorno). Peccato dunque per la sosta troppo breve, peccato per la pioggia e peccato per il costosissimo tour sull’unico bus sightseeing di Vienna (di quelli col tetto scoperto tipo Londra) privo di copertura, con conseguente doccia fredda e rischio di imminenti malanni. C’è una nota positiva in tutto questo: se dovesse essere chiesto a me, in futuro, di fornire validi esempi di ottusità, ne avrei due da Guinness dei Primati (intesi come scimmie), ed entrambi nell’arco di ventiquattr’ore, per giunta! E il bello è che non è ancora finita.
13/08, 8:13 Devo dimagrire.
14:00 Qualche riga di chiusura. Torniamo a casa con un sostanziale anticipo sulla tabella di marcia, ma è ok. Ripenso solo ora che forse mi sarei divertito di più con Michele. Poco importa, Praga ripaga di tutto.
15:58 Pisa.
APPENDICE: Ciò che non è sempre esplicitamente descritto in questo diario, e quel che è accaduto dopo i fatti narrati, sta alla base del motivo per il quale non sarò più facilmente reperibile per un po’. Ma non dovete preoccuparvi di niente: come vedete sono vivo e vegeto e godo della possibilità di comunicazione, per ora.Comments (13)
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